Labsus, vent’anni di sussidiarietà orizzontale e amministrazione condivisa
L’assemblea annuale fotografa un movimento che cresce in Italia e non solo, un processo culturale che promuove la cooperazione comunitaria, la cura dei beni comuni e la coesione sociale. Una prospettiva più che mai necessaria mentre celebriamo la Repubblica.
Come leggere lo stato di salute di un Paese senza passare necessariamente dai sondaggi elettorali? Un modo è quello di osservare come i suoi cittadini si associano, si organizzano, si prendono cura di ciò che li circonda. L’associazionismo e la cittadinanza attiva sono in questo senso una finestra rivelatrice per fotografare l’Italia di oggi. L’Istat documenta come sempre un quadro complesso: a fine 2023 circa 4,7 milioni di persone (il 9,1% della popolazione dai 15 anni in su) hanno svolto attività di volontariato nelle 4 settimane precedenti l’intervista, tra impegno organizzato e aiuto diretto. Rispetto al 2013, si nota una flessione di 3,6 punti percentuali, ma il dato contiene una trasformazione più che una semplice diminuzione.
Crescono i volontari nei settori ricreativo e culturale, nell’assistenza sociale, nella protezione civile e nell’ambiente; l’impegno si orienta sempre di più verso il territorio, verso la cura collettiva del luogo in cui si vive. Al 31 dicembre 2023 le istituzioni non profit attive in Italia sono 368.367: l’associazionismo economico, sociale e civile resta straordinariamente vitale. È una parte consistente di popolazione che sceglie di investire la propria energia in forme prossime, legate all’esperienza del proprio quartiere, della propria città e al bene comune.
Labsus, vent’anni di sussidiarietà orizzontale e amministrazione condivisa
